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La gente non ne può più di promesse mai mantenute

Permesso, grazie, scusa. Tre parole semplici che un tempo, non secoli fa, ma quando eravamo bambini i nostri genitori, i nostri nonni, la gente comune pronunciavano abitualmente nell’arco della giornata, in famiglia, nei posti di lavoro, in casa e fuori. Tre parole che profumavano di normalità, educazione, rispetto per se stessi e per gli altri.Tre parole finite poi nei cassetti, messe in naftalina, perdute nella fretta e nel disordine che caratterizzano sempre più questa discutibile “modernità”.  Tre parole che sembrano ostrogote, straniere, incomprensibili, cancellate dal nostro vocabolario.
Risultato? E’ sotto gli occhi di tutti: la nostra vita è diventata un calvario, presente e futuro spaventano come non mai.
Papa Francesco, questo sant’uomo italo-argentino per decenni seminascosto dalla chiesa e che soli pochi ne conoscevano l’esistenza e le sue eccezionali qualità umane, ha scelto proprio queste tre parole “permesso, grazie, scusa” per indicare al mondo la strada della convivenza, del riscatto, della rinascita.

Il messaggio di Papa Francesco è semplice, se si torna a fare nostri questi tre concetti, la famiglia va avanti. Se invece rimaniamo sordi, se i potenti che governano le nazioni e l’economia internazionale continuano nel loro egoismo, impegnati sempre più a fare business privati e meno al bene comune, allo sviluppo,  al benessere collettivo, non ci sarà speranza. In altre parole bisogna tornare tutti onesti, trasparenti, pronti ad aiutare chi ne ha bisogno. Basta inciuci, leggi ad personam, furbate, confusione, illegalità. Le leggi ci sono,  chi sbaglia, se colpevole, deve pagare che si chiami Rossi, Bianchi, Verdi. Servono esempi chiari, non è più accettabile che a sudare e soffrire siano sempre i più onesti, i più sinceri, i più umili, i più indifesi. L’Italia va male, i giovani non trovano lavoro, troppi genitori che l’avevano lo hanno perso, crescono i suicidi, l’umiliazione, la disperazione.  La gente non ne può più di promesse mai mantenute da troppi politici incapaci ed indegni, di nuove leggi e tasse trabocchetto declinate in inglese, che pochi capiscono, che tolgono sempre più soldi dalle tasche sempre più al verde e bucate degli italiani. Quando la pazienza sarà finita cosa accadrà? Non è difficile prevederlo. Sarebbe opportuno che i responsabili di questo disastro aprano gli occhi, diventino saggi ed onesti prima che sia troppo tardi. La cultura del provvisorio. la globalizzazione dell’indifferenza sono arrivate al capolinea. Tutto ha un limite. Un sogno? Auguriamoci il contrario.
In attesa due buone notizie. Da questo numero L’ECO apre due finestre fuori dalla Liguria: una su Roma capitale, grazie alla collaborazione di Rosella Sensi, nome importante legato alla storia della Roma Calcio; l’altra su Londra, affidata alla giovane penna di Simone Sarchi.
A tutti voi, grazie e buona lettura.

Roberto Basso

 

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