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In Italia negli ultimi 4 anni ci sono stati 4.500 suicidi di Stato. Ogni anno nel nostro Bel Paese più di 1.100 piccoli e medi imprenditori  non potendo pagare dipendenti, mutui, strozzini, Equitalia perchè rovinati dalla crisi e soffocati dalle tasse, si sono uccisi con un colpo di pistola, impiccati, gettati sotto un treno o da ponti dell’autostrada.
Più morti che in una guerra, migliaia di famiglie distrutte, valanghe di disoccupati. E la strage non è finita. Nessuno, nè la politica, i partiti, chi governa, ministri, presidenti, maggioranze ed opposizioni sembrano capaci di interrompere questa lunga catena di sangue. Da anni il loro impegno primario non è rilanciare economia, lavoro, sicurezza, cultura, il benessere di tutti, ma salvare privilegi e poltrone, essere sempre in tv, tagliare nastri, promettere. Da decenni, salvo eccezioni, nella stanza dei bottoni ci sono sempre gli stessi. Molti, appena fiutano che potrebbe essere più conveniente tradire, cambiano partito, senza ritegno passano da destra a sinistra, il nemico diventa amico, l’avversario un alleato.
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” Sono passati 7 secoli da quando Dante Alighieri scrisse questi versi nel 6° canto del Purgatorio. Non è cambiato nulla. Va sempre peggio. Addirittura l’ex presidente del Consiglio e Cavaliere Berlusconi, condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale, è finito ai domiciliari. Dell’Utri, l’uomo che inventò Forza Italia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è stata arrestato in Libano.
Matteo Renzi, oggi presidente del Consiglio, del Pd e di sinistra, vuole fare nuove leggi, modificare la Costituzione, abolire il Senato con i voti di Forza Italia, partito di centro destra presieduto da un arrestato e fondato da un latitante.
Si continua a rubare, a sperperare miliardi di denaro pubblico per opere megagalattiche, spesso inutili, a scapito delle classi meno abbienti. La meritocrazia calpestata, migliaia di statali super pagati per alti incarichi dirigenziali ottenuti senza concorso, tanti stipendi pubblici e pensioni d’oro oltre i 450.000 euro l’anno, più di Obama che ne guadagna 350.000. Qualche nome a caso: il manager Anas, Ciucci 750.000 euro, Moretti (Ferrovie) 871.000, Arcuri (Invitalia) 750.000, Sarmi (Poste) 1 milione e mezzo, Scaroni (Eni) 5 milioni, Profumo (Unicredit) 40 milioni, Silvestri (Magistratura) 545.000. L’elenco è lungo.
E gli stenografi parlamentari? 287.400 euro, più dei 239.000 del presidente della Repubblica Napolitano. Come si può avere una fede politica in questo disastro. Renzi riuscirà ad abbattere “caste” e corruzione? O ancora una volta avrà ragione Petrolini che diceva:  “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti”.
Buona Pasqua.

Roberto Basso

 

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