Per chi ama il teatro, quello vero, i classici, la storia della drammaturgia, del teatro rinascimentale ed inediti del teatro italiano fra ‘500 e ‘900 non può perdersi l’ultima fatica di Roberto Trovato “Il gesto sulla parola”, un interessante volume di 330 pagine, fresco di stampa appena uscito in libreria.

Roberto Trovato, laurea in Lettere all’università di Bologna, è tra i più illustri studiosi, ricercatori e docenti italiani di teatro. Il suo curriculum è di prim’ordine. Ha insegnato all’università della Calabria “Semiologia dello spettacolo” e a Genova “Storia del teatro e dello spettacolo e Storia del teatro rinascimentale”. Nel 1997 è stato insignito del Premio Città di Genova per la cultura. Dal 2008 al 2011 è stato Presidente dei corsi di Laurea in DAMS e in Scienze dello spettacolo. E’ professore Associato all’Università di Genova ed insegna Drammaturgia. Segno distintivo, oltre la cultura, è che i suoi studenti lo amano.

Per loro “Trovato è un mito”. Tra le sue pubblicazioni anche un volume sui manoscritti francesi di argomento teatrale esistenti presso la Biblioteca di Bologna, monografie, l’edizione di cinque pièces del Rinascimento in un volume imperniato sulla figura dell’ecclesiastico, sette edizioni critiche di inediti del teatro italiano sino al ‘900 ed un interessante saggio sul teatro in Liguria, oltre ad essere un eccellente conoscitore, ricercatore ed amante del teatro cinquecentesco ed autori come Goldoni ed Albergati Capacelli. Abbiamo incontrato il professor Trovato al DAMS di Imperia dove insegna, in mezzo ad un gruppo di suoi studenti. Alla domanda se anche il teatro rischia di sparire visto la gravissima crisi culturale e di valori che sta minando il mondo ha risposto “Il teatro non è per niente morto e non morirà mai. Continua a parlarci, bisogna però ricordarsi della purezza del mezzo prima di utilizzarlo come mero mezzo di consumo. La nostra civiltà ha ridotto il significato e la funzione di ogni forma d’arte: se un tempo l’espressione artistica era la rappresentazione dei valori di una cultura, oggi è semplicemente la produzione di un oggetto di consumo. Il teatro non è sfuggito a questa logica trasformandosi, per la pressione degli interessi economici e sociali che condizionano ogni nostra espressione, in uno strumento teso a mantenere l’attuale organizzazione della nostra società. Il teatro è lo specchio della vita, bisogna saperlo ascoltare. Cosa sarebbe il mondo senza cultura, senza il teatro”?

Il titolo del libro di Trovato “Il gesto sulla parola” (Teatro e drammaturgia dalla Grecia classica al Cinquecento) riprende una battuta de L’Amleto di Shakespeare (seconda scena-atto terzo) che pronuncia proprio Amleto rivolgendosi agli attori arrivati ad Elsinore: “Adatta il gesto alla parola, e la parola al gesto”. E proprio da questa frase Trovato inizia il suo viaggio che parte dalla Grecia classica ed arriva allo splendore del Cinquecento offrendo al lettore anche interessanti inediti. Che parla di un’arte fatta di cose che si vedono, di suoni che si ascoltano, di sensazioni che si trasmettono e si percepiscono, inesistente senza la presenza di un pubblico che la completa e condiziona, che necessita dell’esigenza di delineare una storia della drammaturgia e dello spettacolo che punti anche all’istituto teatro, sulla drammaturgia dell’attore e sulla figura del regista e non solo sugli autori ed i loro testi, sulle scenografie utilizzate e sugli edifici in cui vennero rappresentati. Un libro che lucidamente si interroga sulla funzione del teatro, sulla sua esistenza, sulle sue contraddizioni ed elementi che lo hanno fatto grande nel tempo.

“Il gesto sulla parola” si può acquistare direttamente a questo indirizzo: Genova, Edizioni Termanini 2012 (on line o presso la casa editrice via Fiasella 3 – Genova o con pay pal o con bollettino). Pagine 328, costo: Una ventina di euro, link: www.stefanotermaninieditore/ilgestosullaparola.htm oppure cercare il libro su Google digitando: Stefano Termanini Editore

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